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Outfit fuori tempo

Che effetto fanno due outfit così diversi?

Stavo camminando lungo la strada quando la mia attenzione è stata catturata da una scena quotidiana, due persone ferme a parlare sul marciapiede.
La prima indossava quella che possiamo definire la divisa dell’estate e del disimpegno, una t-shirt, bermuda, infradito. La seconda portava quella del lavoro urbano, pantaloni lunghi, camicia, mocassini. Due mondi sartoriali nello spazio di pochi metri.

Ciò che ha reso per me la scena davvero interessante non è stato il contrasto visivo tra i capi, ma il linguaggio del corpo, la persona in abiti da mare mi sembrava mostrare una postura contratta, quasi di difesa, mentre quella in abito da ufficio appariva ai miei occhi più rilassata e padrona dello spazio.

Nel tempo di quello sguardo mi sono chiesta: cosa proviamo davvero quando ci troviamo a interagire con qualcuno vestito con un codice molto diverso dal nostro?
E ancora: un abito comodo può toglierci relax?
Ho anche pensato che la mia interpretazione sul linguaggio corporeo fosse viziata da bias (fine dell’estate, contesto urbano, ritentro al lavoro), queste due persone con tutta probabilità stavano semplicemente vivendo due momenti diversi della loro giornata, tra lavoro e tempo libero, e si erano vestite di conseguenza.

Questione di timing

Il punto, credo non siano i codici d’abbigliamento a confronto, ma il timing, ovvero il momento in cui due calendari privati si sono incontrati sullo stesso marciapiede, leggermente sfasati e disallineati.
Capita più spesso di quanto pensiamo di non essere in time con una situazione, un contesto, un gruppo di persone, dei valori. E in quei momenti la tentazione più immediata è credere che il problema siamo noi, e così ci mettiamo in discussione, ci sentiamo inadeguati, e a volte, come mi è sembrato di vedere in uno dei due protagonisti di questa scena, ci difendiamo, restringendo il corpo, riducendo lo spazio che occupiamo.

Sincronia sfasata

Ma forse non c’è nulla da correggere, forse dovremmo tenere a mente che non sempre quelle che consatatiamo come differenze devono sfociare in un confronto dove qualcuno è più e qualcuno é meno.
A volte possiamo anche rubricare la faccenda come un fatto di sincronia sfasata, dei tempi  che per un istante si incontrano al loro ritmo per poi proseguire, soprattutto se non è richiesto che vadano alla stessa velocità, ma questa è un’altra storia.